Iniziativa per lo sfruttamento delle piante

Panoramica

Salk Institute for Biological Studies - Iniziativa per lo sfruttamento delle piante - Panoramica

Iniziativa per lo sfruttamento delle piante


Da sinistra: Joseph Ecker, Lena Mueller, Joseph Noel, Julie Law, Wolfgang Busch, Todd Michael e Talmo Pereira.

Da sinistra: Joseph Ecker, Lena Mueller, Joseph Noel, Julie Law, Wolfgang Busch, Todd Michael e Talmo Pereira.

"Se riusciamo a ottimizzare la capacità naturale delle piante di catturare e immagazzinare carbonio, possiamo sviluppare piante che non solo hanno il potenziale di ridurre l'anidride carbonica nell'atmosfera, ma possono anche contribuire ad arricchire i terreni e ad aumentare la resa dei raccolti".

-Joanne chory (1955-2024), professore Salk e direttore fondatore della Harnessing Plants Initiative

Affrontare le principali sfide globali con le piante

Fondata nel 2017, l'iniziativa "Harnessing Plants Initiative" (HPI) del Salk Institute è un esempio di come gli scienziati del programma di biologia vegetale del Salk Institute stiano accelerando la scienza di base per soddisfare le esigenze del mondo reale. L'iniziativa è nata da un'idea audace che continua a guidare tutta la ricerca scientifica del Salk Institute in campo vegetale: possiamo migliorare le caratteristiche naturali delle piante per risolvere problemi globali.

La ricerca Salk è ora all'avanguardia nella rimozione del carbonio dall'atmosfera e nel suo stoccaggio nel suolo, dove contribuisce a ecosistemi più sani, ad aumentare la resilienza delle colture e a un'agricoltura più sostenibile. L'HPI comprende due programmi ambiziosi:

CO2 Rimozione su scala planetaria

il CO2 Il progetto Removal on a Planetary Scale (CRoPS) sta sviluppando le piante ideali di Salk®, che mette CO2 nel terreno e lo mantiene lì. Aumentando la massa radicale, la profondità e la quantità di suberina, un tessuto vegetale naturale che ama il carbonio, i ricercatori del Salk hanno trasformato grano, riso, mais e altre colture in macchine che immagazzinano carbonio. Inoltre, radici più lunghe e più carbonio nel terreno significano che gli agricoltori beneficiano anche di una migliore tolleranza alla siccità e di una migliore salute del suolo.

Wolfang Busch
Direttore esecutivo HPI

Ripristino delle piante costiere

Le zone umide immagazzinano fino a 100 volte più carbonio per acro rispetto alle terre emerse, ma stanno scomparendo rapidamente. Con l'erosione, le zone umide rilasciano carbonio, complicando ulteriormente la nostra atmosfera e il nostro ambiente. Il progetto Coastal Plant Restoration (CPR) di Salk sta sviluppando piante delle zone umide che trattengono carbonio, purificano l'acqua, preservano il territorio e possono prosperare in ambienti difficili in tutto il mondo. Per raggiungere questo obiettivo, il team sta adottando un approccio che utilizza le informazioni genetiche per garantire che le specie siano sane, resilienti e in grado di adattarsi ai cambiamenti ambientali.

Giuseppe Noel
Capo ricercatore